Carl Ransom Rogers

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“La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.” Carl Ransom Rogers

Carl Ransom Rogers, è noto soprattutto per i suoi contributi alla psicologia clinica e alla psicoterapia: ha sviluppato una particolare forma di psicoterapia, denominata terapia centrata sul clienteterapia non direttiva o counseling non direttivo, in cui pone particolarmente l’accento sulla necessità da parte del terapeuta di favorire la libera espressione della emotività del paziente, sollecitando un autonomo processo di comprensione e di riconoscimento della sua realtà psichica (insight) ed evitando rigorosamente qualunque forma d’influenzamento.

“Abbiamo a che fare con un organismo che è sempre motivato, è sempre intento a qualcosa, che cerca sempre qualcosa. La mia opinione è che c’è nell’organismo umano, una sorgente centrale di energia e che tale sorgente è funzione di tutto l’organismo, non solo di una sua parte. Il modo migliore per esprimerla con un concetto è di definirla tendenza al completamento, all’attualizzazione, alla conservazione ed al miglioramento dell’organismo”.

BIOGRAFIA

Carl Ransom Rogers, nacque ad Oak Park, Illinois, l’8 gennaio 1902 da una numerosa famiglia protestante, avente rigidi principi morali. Di questa visione del mondo erano parte integrante: la morale calvinista della responsabilità personale non mediata; la fiducia nella possibilità di realizzarsi nella vita; lo spirito di completa uguaglianza nei rapporti: da qui il rispetto profondo per l’altro. Tali convinzioni, precocemente assorbite, determinarono gli interessi teologici del giovane Rogers e in seguito ne influenzarono l’opera teorica.

Qualche anno più tardi, intraprese un viaggio in Cina per partecipare alla conferenza internazionale organizzata dalla Federazione Mondiale degli Studenti Cristiani. Questo incontro fu per Carl Rogers occasione di confronto non solo culturale ma anche teorico e di pensiero e da questa esperienza maturò l’intenzione di abbandonare l’indirizzo teologico e di intraprendere un percorso di studi a orientamento psicopedagogico.

Iniziò così a frequentare l’Institute for Child Guidance  e conseguì il dottorato in psicologia clinica alla Columbia University. Un anno dopo, iniziò a lavorare presso il Child Study Deparment di Rochester, dove esercitò per dodici anni (dal 1928 al 1939). Nel 1924 Carl sposa Helen Elliott; dalla quale ebbe due figli, David e Natalie. Durante il periodo a Rochester, all’inizio egli imposta il lavoro in modo tradizionale, secondo un approccio prescrittivo ed impersonale ma in seguito al contatto con una realtà umana e sociale difficile lo induce a prediligere il “semplice” ascolto, seguendo i pazienti là dove i loro discorsi li conducono.

In questo cambiamento di rotta, Carl trova conferme e stimoli nelle teorie di Otto Rank e, nel 1939, sotto questa influenza, pubblica il suo primo libro The clinical treatment of problem child, grazie al quale ottenne una cattedra di psicologia clinica in Ohio, dove tiene un corso pionieristico di psicoterapia. L’anno seguente, durante il suo intervento ad un congresso all’università del Minnesota, delinea un nuovo approccio, la cosiddetta teoria basata sul cliente, il cui obiettivo non è quello “di risolvere un particolare problema, ma di aiutare l’individuo a crescere, cosicchè egli possa far fronte ai problemi attuali e futuri in modo più integrato” e sulla scia delle polemiche suscitate da questa presa di posizione, Rogers scrive la prima grande opera teorica “Counselling and Psychotherapy” (1942) che contribuisce, insieme a “The Art of Counselling”di Rollo May (1939), a gettare le basi del movimento umanistico.
Ma la novità più importante di questo libro è che, per la prima volta nella storia della psicoterapia, le sedute di una intera psicoterapia, vengono registrate al magnetofono e pubblicate integralmente.
Fino a quel momento, ciò che avveniva durante il colloquio, non era disponibile ad una indagine obiettiva, avendo quale unico riscontro i ricordi o gli appunti del terapeuta.

Nel 1945 Rogers si trasferisce all’università di Chicago dove rimane dodici anni e fonda un Counselling Center che diverrà uno dei più noti per la psicoterapia e la ricerca.
Nel 1951 esce “Client-centered Therapy”, che approfondisce da un punto di vista fenomenologico, i principi contenuti in “Counselling and Psychotherapy” e li estende alla terapia di gruppo, al campo educativo, lo sviluppo delle risorse umane e ai contenuti dei corsi di formazione in psicoterapia.
Nel 1957 Rogers ottiene la cattedra di “psicologia e psichiatria” all’università del Wisconsin, diventando così il primo psicologo clinico ad insegnare in un dipartimento di psichiatria.

Nel 1962 era stata fondata da A. Maslow la Association of Humanistic Psychology, che vantava la partecipazione di studiosi di varia provenienza teorica: oltre a Maslow e a Rogers, ricordiamo G. Allport, R. May, F. Pearls, G. Kelly. Immerso in questo clima, Rogers vi contribuì applicando il suo approccio all’educazione, al management, ai “gruppi di incontro”, alla comunicazione interculturale, alla filosofia della scienza; ad ognuno di questi argomenti corrisposero ricerche e pubblicazioni.

Nel 1964 abbandona l’insegnamento e si trasferisce in California al Western Behavioural Science Institute di La Jolla.

Nel 1969 Rogers crea, con alcuni colleghi, il Center for the Study of the Person, che diventerà punto di incontro e coordinamento delle varie esperienze di “approccio centrato sulla persona” .

Il culmine dell’impegno di Rogers è però, senza dubbio, la fondazione dell’ Institute for Peace, per lo studio e la risoluzione dei conflitti. Insieme a numerosi collaboratori egli faciliterà grandi gruppi d’incontro fra cattolici e protestanti a Belfast, fra rappresentanti dell’Europa dell’Est e dell’Ovest, fra neri e bianchi in Sud Africa, fra capi di stato e diplomatici dell’America Centrale ed esponenti del governo degli Stati Uniti. Ciò gli varrà la candidatura al premio Nobel per la pace.
Fino a pochi giorni prima della morte, Rogers lavora con l’ex-allievo e collaboratore N. Raskin alla stesura del capitolo sulla client-centered therapy, che costituisce il suo testamento spirituale.

Morì il 4 febbraio del 1987, in seguito ad un attacco cardiaco.

IL SUO CONTRIBUTO INNOVATIVO

Ha sviluppato una metodologia d’aiuto basata sul concetto di non direttività. La terapia centrata sul cliente (Rogers volutamente abbandona il termine paziente per sottolineare l’assoluta parità tra cliente e terapeuta), parte dal presupposto che ogni individuo possiede la capacità di auto-comprendersi, migliorare e trovare soluzioni alle proprie difficoltà.
Secondo tale approccio, non sono le pulsioni istintuali a motivare il soggetto ma il bisogno di conoscere e autorealizzarsi. Rogers sostiene che bisogna superare il pessimismo antropologico Freudiano secondo il quale l’uomo risponde agli impulsi non razionali. Infatti,il comportamento umano è razionale ed è determinato dagli obiettivi che ognuno si prefigge di raggiungere.
Uno dei concetti fondamentali della teoria di Carl Rogers è quella di “tendenza attualizzante”, ovvero, la capacità intrinseca nell’essere umano di orientarsi selettivamente verso il completamento e l’attualizzazione delle proprie potenzialità. 

 Carl Rogers così si esprime a riguardo della sua idea delle potenzialità umane:
“…non condivido il punto di vista tanto diffuso secondo cui l’uomo e’ un essere fondamentalmente irrazionale i cui impulsi, se non fossero controllati, condurrebbero alla distruzione sua e degli altri. Il comportamento dell’uomo è invece squisitamente razionale e si orienta, con una complessità sottile e ordinata, verso le mete che l’organismo gli pone.”

Lo scopo della psicoterapia dunque è quello di consentire alla tendenza attualizzante di agire liberamente, eliminando gli ostacoli che impediscono l’autorealizzazione della persona. L’individuo possiede in se stesso le risorse necessarie per guarire e per questo è esso stesso a dover lavorare in terapia. Per queste ragioni, la psicoterapia rogersiana si difinisce “centrata sul cliente”.

Questo tipo di terapia è determinata dalla relazione che si instaura tra terapeuta e cliente ma affinchè  la relazione d’aiuto abbia successo, secondo Rogers, sono indispensabili tre condizioni:

  • Non-direttività: la relazione che si instaura tra terapeuta e cliente deve essere paritetica e il terapeuta deve esortare il cliente ad utilizzare le proprie risorse personali per individuare una soluzione ai problemi che lo affliggono.
  • Empatia: affinché la relazione possa portare a dei risultati, è necessario che il terapeuta vesta i panni del cliente e tenti di vedere il mondo con i suoi occhi, abbandonando i propri schemi personali.
  • Accettazione: il terapeuta accetta i pensieri e i comportamenti del cliente in maniera incondizionata e per questo ascolta attivamente e senza mettere in atto pregiudizi.

La terapia centrata sul cliente è particolarmente indicata nei casi in cui non si riesca a entrare in contatto con le proprie esperienze e a riconoscere le proprie emozini. Si determina in questo modo una sorta di conflitto interiore e inautenticità, che porta la persona a non essere pienamente se stessa. 

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