METODO SCÈNE – OLTRE LE COSTELLAZIONI FAMILIARI

Che cosa sono

Il Metodo SCÈNE rappresenta una metodologia innovativa di intervento terapeutico di gruppo, caratterizzata da una profonda integrazione di diversi approcci psicologici e terapeutici.  Tale integrazione è finalizzata alla creazione di uno spazio di guarigione e consapevolezza potente e trasformativo.  SCÈNE ritorna alle origini delle Costellazioni Familiari, evolvendosi e andando oltre, al fine di trasformare lo spazio terapeutico in un palcoscenico dinamico dove le dinamiche interiori, relazionali, sistemiche e transgenerazionali possano essere esplorate e risolte in un ambiente di totale sicurezza e reciproco sostegno.Questa metodologia offre un’opportunità unica per esplorare il passato, comprendere il presente e plasmare il futuro della propria esistenza e delle relazioni familiari, portando così il benessere e la consapevolezza a tutti i membri del sistema.

SCÈNE riprende il significato della Scèna, parte del teatro dove gli attori recitano. Inoltre, esso si riferisce anche ”all’azione scenica”, ovvero l’articolato intreccio di movimenti e dialoghi dei personaggi che si manifestano sulla scena. Tale azione scenica, elemento cardine della narrazione e dell’espressione emotiva, riveste un ruolo cruciale nella trasmissione ai partecipanti delle dinamiche sistemiche, transgenerazionali, dei conflitti e delle emozioni del sistema stesso. L’attività scenica si realizza costantemente attraverso i movimenti degli “attori” (l’attivazione corporea) e, talvolta, mediante l’utilizzo della voce attraverso parole, frasi o suoni.

A cosa servono

Entrare nel lavoro con il metodo SCÈNE non significa semplicemente “aggiustare qualcosa che non va”, ma permettersi di partecipare a un vero e proprio laboratorio della propria esistenza. La sua funzione principale è quella di ridare movimento a ciò che nella nostra vita si è congelato, agendo su diversi livelli che spesso la parola, da sola, non riesce a raggiungere.

In primo luogo, SCÈNE serve a fare pace con le proprie radici. Molti dei pesi che sentiamo quotidianamente, come quel senso di colpa inspiegabile, l’ansia di non essere mai abbastanza o il ripetersi di fallimenti identici,  spesso non appartengono a noi, ma sono “eredità” del nostro sistema familiare. Attraverso la messa in scena, possiamo finalmente vedere questi fili invisibili, onorarli e, con amore, restituirli a chi è venuto prima di noi. È un processo che serve a ricollocarsi nel proprio giusto posto, permettendoci di smettere di fare da “genitori ai nostri genitori” o di portare fatiche che non sono nostre, ritrovando così una libertà d’azione mai provata prima.

Allo stesso tempo, il metodo è uno strumento potentissimo per la guarigione delle ferite profonde. Grazie all’integrazione delle conoscenze sul trauma e alla stimolazione bilaterale, serve a “scongelare” quelle emozioni che sono rimaste intrappolate nel corpo a seguito di eventi difficili. Invece di limitarci a ricordare il dolore, lo rielaboriamo in un ambiente protetto e sicuro, trasformando una reazione di pura sopravvivenza in una nuova capacità di vivere il presente con leggerezza.

Ma SCÈNE serve anche a instaurare un dialogo nuovo con se stessi. Spesso un sintomo fisico, un sogno ricorrente o un blocco lavorativo sono messaggi che ‘”l’anima” ci invia ma che non sappiamo tradurre. Personificare questi elementi sulla “scena” permette di guardarli negli occhi, ascoltare la loro funzione e capire di cosa hanno bisogno per trasformarsi da ostacoli in alleati.

Infine, vivere l’esperienza del gruppo serve a evolvere nelle proprie relazioni. Poiché il cerchio dei partecipanti funziona come un microcosmo sociale, SCÈNE ci offre l’opportunità rara di ricevere feedback onesti in un ambiente protetto e di “sperimentare” nuovi modi di stare con gli altri. Puoi provare a essere diverso, a esprimere un bisogno o a mettere un confine, sentendoti sostenuto da una geuppo che non ti giudica, ma ti fa da specchio. In definitiva, il metodo serve a recuperare la propria energia vitale, smettendo di usarla per difendersi dal passato e iniziando a investirla finalmente nei propri progetti e nella propria felicità.

Ecco una sintesi efficace del metodo SCÈNE:

  • Sciogliere i legami invisibili: Serve a smettere di ripetere copioni familiari e “pesi” ereditati che non ti appartengono, restituendoli con amore per ritrovare la tua libertà d’azione.

  • Scongelare i blocchi emotivi: Grazie all’integrazione del lavoro sul trauma, trasforma le ferite del passato in nuove risorse, permettendo al tuo sistema nervoso di passare dallo stato di allerta alla serenità.

  • Dare voce all’invisibile: Serve a personificare sintomi, ansie o sogni, trasformando ostacoli indecifrabili in messaggi chiari e alleati per la tua crescita.

  • Allenarsi alla vita (Microcosmo): Il gruppo funge da “palestra relazionale” dove puoi sperimentare nuovi modi di stare con gli altri e ricevere feedback onesti in un clima di totale protezione.

  • Ritrovare il proprio posto: Serve a ristabilire l’ordine nella tua vita, smettendo di occuparti dei pesi altrui per recuperare l’energia necessaria a realizzare i tuoi veri obiettivi.

Perché “SCÈNE”? Perché la vita stessa è una scena in cui recitiamo ruoli spesso scritti da altri. Questo metodo ti permette di salire sul palco, guardare il copione e, finalmente, riscriverlo secondo i tuoi bisogni reali.

In sintesi: SCÈNE non guarda solo al sintomo, ma all'intero "organismo" del sistema. È un metodo che accoglie la complessità umana con rigore scientifico e calore umano, permettendo a ogni partecipante di vedere, sentire e, finalmente, trasformare la propria realtà.

Testimonianze dei partecipanti

Siete pronti a entrare in Scèna?

Come nasce - I Pilastri Teorici di SCÈNE

Il metodo non si affida a una singola lente teorica, ma si arricchisce delle migliori intuizioni di diverse discipline, orchestrate in modo fluido:

  • L’Approccio Sistemico e Transgenerazionale: La Forza del Passato. Tutto inizia dal riconoscimento dei legami invisibili. Ispirandoci al lavoro pionieristico di Anne Ancelin Schützenbergere Bert Hellinger, partiamo dal presupposto che nessuno di noi è un’isola. Siamo il frutto di una storia transgenerazionale che ci precede. In SCÈNE, onoriamo le “leggi” del sistema — il diritto di appartenenza, l’ordine e l’equilibrio tra dare e ricevere — non come dogmi, ma come chiavi per sbloccare nodi che spesso non ci appartengono, ma che condizionano il nostro presente. Il disagio individuale non è mai solo “della persona”, ma è visto come il sintomo di un sistema che cerca equilibrio. Vengono esplorati e ripristinati gli assunti fondamentali del sistema.
  • Il Qui e Ora della Gestalt: Mentre lo sguardo sistemico osserva le radici, l’approccio della Gestalt ci riporta nel corpo e nel momento presente. Attraverso il ciclo del contatto e la psicologia della percezione, trasformiamo il racconto teorico in un’azione scenica vivida. Da questo approccio traiamo il valore dell’approccio fenomenologico, il ciclo del contatto, l’adattamento creativo e la psicologia della percezione. 
  • La Vitalità dello Psicodramma: Laddove le dinamiche richiedono un’espressione corporea ed emotiva, lo psicodramma ci permette di “mettere in scena” fisicamente i vissuti. Non ci limitiamo a parlare di un problema: lo “mettiamo al mondo” sul palco. Questo permette un adattamento creativo, dove il partecipante non è più vittima passiva della propria storia, ma attore consapevole capace di riscriverne il finale.
  • L’Ipnosi Ericksoniana – La Dimensione Nascosta: L’Inconscio di Gruppo. Ciò che rende SCÈNE un metodo davvero d’avanguardia è l’integrazione dell’Ipnosi Ericksoniana. Spesso, nelle rappresentazioni sistemiche classiche, si manifestano fenomeni di trance che passano inosservati. Come terapeuta ericksoniano, ho scelto di rendere consapevole questa potenza: il gruppo stesso diventa un campo ipnotico dove l’inconscio collettivo lavora per il singolo. In questo stato di coscienza espansa, l’accettazione incondizionata e l’empatia non sono solo parole, ma l’aria che si respira, facilitando cambiamenti profondi che la mente razionale non potrebbe mai raggiungere da sola.: È qui che SCÈNE introduce una visione pionieristica. Nei lavori sistemici di gruppo si sviluppano naturalmente fenomeni di trance e ipnosi collettiva. Attraverso l’approccio di Milton Erickson, questi stati di coscienza vengono riconosciuti e utilizzati attivamente, portando nel lavoro un’attitudine di accettazione incondizionata, empatia e congruenza.
  • Scienza del Trauma e Guarigione Profonda: SCÈNE integra le moderne scoperte sull’EMDR e la neurobiologia del trauma. Sappiamo che il dolore lascia tracce nel sistema nervoso; per questo, utilizziamo i principi della stimolazione bilaterale all’interno della cornice sistemica. Questo ci permette di affrontare ferite profonde in modo sicuro e protetto. Che si tratti di un trauma personale o di un peso ereditato, la scena diventa lo spazio in cui il “blocco” può finalmente essere rielaborato e integrato, restituendo fluidità alla vita della persona.
L’Alchimia di SCÈNE: Perché questo approccio è unico La forza del metodo SCÈNE risiede nella sua capacità di far dialogare mondi apparentemente distanti, creando una sinergia che va ben oltre la somma delle sue parti. Non si tratta solo di "fare una costellazione", ma di entrare in un’esperienza terapeutica multidimensionale altamente immersiva.

Come funziona

Il percorso SCÈNE è altamente flessibile e può essere frequentato in presenza secondo diverse modalità: con sessioni a cadenza bimensile o in formato intensivo (uno o più giorni durante i fine settimana).

Per massimizzare l’efficacia del lavoro e garantire un contenitore sicuro, ogni incontro segue una struttura metodologica precisa in tre fasi:

1. Fase Iniziale: L’Accoglienza

È il momento della condivisione di gruppo. Ogni partecipante ha lo spazio per esprimere liberamente i propri pensieri, le emozioni del momento o le tematiche che desidera esplorare. Questa fase è cruciale per “sintonizzare” il gruppo, creando un profondo senso di fiducia, coesione e assenza di giudizio.

2. Fase Centrale: L’Azione Terapeutica (La Messa in Scena)

È il cuore operativo del metodo. Attraverso le tecniche integrate di SCÈNE, si svolgono i lavori individuali all’interno del cerchio. I partecipanti affrontano le loro problematiche personali utilizzando il gruppo non solo come supporto, ma come un potente specchio e cassa di risonanza. È qui che avviene la magia della scena, dove la teoria si fa esperienza trasformativa.

3. Fase Finale: L’Integrazione

L’incontro si conclude con un’ultima condivisione. È uno spazio dedicato alla riflessione sulle esperienze vissute, all’elaborazione a caldo delle emozioni emerse e allo scambio di feedback. Questa fase permette a ogni partecipante di “radicare” le nuove consapevolezze prima di tornare alla propria quotidianità.

DATE E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Criteri di accesso

La partecipazione per chi non ha mai partecipato a i gruppi esperienziali delle Nuove Costellazioni Familiari Metodo Scène è consentita previo un colloquio informativo e introduttivo da concordare con il dott. Giuliano Ferrari cell. 349 3292913

DOVE

Presso la sede di Officina Emozionale in via Alberto Moravia 49 Roma

Per favorire la coesione di gruppo e la profondità del lavoro stesso si consiglia di partecipare in modo continuativo agli incontri.

Costo per incontro singolo 50€

Ti vuoi iscrivere o chiedere informazioni o partecipare ad un incontro ? Chiama il dott. Giuliano Ferrari al 349 3292913

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