Incontri di gruppo Metododo SCÈNE – Oltre le costellazioni familiari
Il Metodo di Gruppo SCÈNE: Un Viaggio Terapeutico Integrato nel Microcosmo del Gruppo
Benvenuti nel mondo di SCÈNE, una metodologia innovativa di intervento terapeutico di gruppo. SCÈNE nasce da una profonda integrazione di diversi approcci psicologici e terapeutici, uniti per creare uno spazio di guarigione e consapevolezza potente e trasformativo.
Partendo dalle radici delle Costellazioni Familiari di Bert Hellinger, SCÈNE si evolve e va oltre, trasformando lo spazio terapeutico in un palcoscenico vivo dove le dinamiche interiori, relazionali e sistemiche possono essere esplorate e risolte in un clima di totale sicurezza e sostegno reciproco.
I Pilastri Teorici di SCÈNE
Il metodo non si affida a una singola lente teorica, ma si arricchisce delle migliori intuizioni di diverse discipline, orchestrate in modo fluido:
- L’Approccio Sistemico e Transgenerazionale: La Forza del Passato. Tutto inizia dal riconoscimento dei legami invisibili. Ispirandoci al lavoro pionieristico di Anne Ancelin Schützenbergere Bert Hellinger, partiamo dal presupposto che nessuno di noi è un’isola. Siamo il frutto di una storia transgenerazionale che ci precede. In SCÈNE, onoriamo le “leggi” del sistema — il diritto di appartenenza, l’ordine e l’equilibrio tra dare e ricevere — non come dogmi, ma come chiavi per sbloccare nodi che spesso non ci appartengono, ma che condizionano il nostro presente. Il disagio individuale non è mai solo “della persona”, ma è visto come il sintomo di un sistema che cerca equilibrio. Vengono esplorati e ripristinati gli assunti fondamentali del sistema.
- Il Qui e Ora della Gestalt: Mentre lo sguardo sistemico osserva le radici, l’approccio della Gestalt ci riporta nel corpo e nel momento presente. Attraverso il ciclo del contatto e la psicologia della percezione, trasformiamo il racconto teorico in un’azione scenica vivida. Da questo approccio traiamo il valore dell’approccio fenomenologico, il ciclo del contatto, l’adattamento creativo e la psicologia della percezione.
- La Vitalità dello Psicodramma: Laddove le dinamiche richiedono un’espressione corporea ed emotiva, lo psicodramma ci permette di “mettere in scena” fisicamente i vissuti. Non ci limitiamo a parlare di un problema: lo “mettiamo al mondo” sul palco. Questo permette un adattamento creativo, dove il partecipante non è più vittima passiva della propria storia, ma attore consapevole capace di riscriverne il finale.
- L’Ipnosi Ericksoniana – La Dimensione Nascosta: L’Inconscio di Gruppo. Ciò che rende SCÈNE un metodo davvero d’avanguardia è l’integrazione dell’Ipnosi Ericksoniana. Spesso, nelle rappresentazioni sistemiche classiche, si manifestano fenomeni di trance che passano inosservati. Come terapeuta ericksoniano, ho scelto di rendere consapevole questa potenza: il gruppo stesso diventa un campo ipnotico dove l’inconscio collettivo lavora per il singolo. In questo stato di coscienza espansa, l’accettazione incondizionata e l’empatia non sono solo parole, ma l’aria che si respira, facilitando cambiamenti profondi che la mente razionale non potrebbe mai raggiungere da sola.: È qui che SCÈNE introduce una visione pionieristica. Nei lavori sistemici di gruppo si sviluppano naturalmente fenomeni di trance e ipnosi collettiva. Attraverso l’approccio di Milton Erickson, questi stati di coscienza vengono riconosciuti e utilizzati attivamente, portando nel lavoro un’attitudine di accettazione incondizionata, empatia e congruenza.
- Scienza del Trauma e Guarigione Profonda: SCÈNE integra le moderne scoperte sull’EMDR e la neurobiologia del trauma. Sappiamo che il dolore lascia tracce nel sistema nervoso; per questo, utilizziamo i principi della stimolazione bilaterale all’interno della cornice sistemica. Questo ci permette di affrontare ferite profonde in modo sicuro e protetto. Che si tratti di un trauma personale o di un peso ereditato, la scena diventa lo spazio in cui il “blocco” può finalmente essere rielaborato e integrato, restituendo fluidità alla vita della persona.
L’Alchimia di SCÈNE: Perché questo approccio è unico
La forza del metodo SCÈNE risiede nella sua capacità di far dialogare mondi apparentemente distanti, creando una sinergia che va ben oltre la somma delle sue parti. Non si tratta solo di “fare una costellazione”, ma di immergersi in un’esperienza terapeutica multidimensionale.
La Dimensione Nascosta: L’Inconscio di Gruppo e l’Ipnosi
Ciò che rende SCÈNE un metodo davvero d’avanguardia è l’integrazione dell’Ipnosi Ericksoniana. Spesso, nelle rappresentazioni sistemiche classiche, si manifestano fenomeni di trance che passano inosservati. Come terapeuta ericksoniano, ho scelto di rendere consapevole questa potenza: il gruppo stesso diventa un campo ipnotico dove l’inconscio collettivo lavora per il singolo. In questo stato di coscienza espansa, l’accettazione incondizionata e l’empatia non sono solo parole, ma l’aria che si respira, facilitando cambiamenti profondi che la mente razionale non potrebbe mai raggiungere da sola.
In sintesi: SCÈNE non guarda solo al sintomo, ma all’intero “organismo” del sistema. È un metodo che accoglie la complessità umana con rigore scientifico e calore umano, permettendo a ogni partecipante di vedere, sentire e, finalmente, trasformare la propria realtà.
La Messa in Scena: Il Sistema come Organismo
La peculiarità di SCÈNE è la sua flessibilità assoluta: tutto può essere messo in scena. Che si tratti di una dinamica familiare, di una difficoltà sul lavoro, di un sintomo fisico, di un’astrazione o perfino di un sogno, la scena permette di dare corpo e voce all’invisibile (attraverso tecniche simili alle sculture familiari).
In questo processo, la rappresentazione scenica viene trattata come un vero e proprio organismo vivente, dotato – come la psiche umana – di un inconscio, un preconscio e un conscio. Interagire con questo organismo permette di svelare e trasformare le dinamiche nascoste in modo vivido e diretto.
Come Funziona: La Struttura degli Incontri
Il percorso SCÈNE è altamente flessibile e può essere frequentato in presenza secondo diverse modalità: con sessioni a cadenza bimensile o in formato intensivo (uno o più giorni durante i fine settimana).
Per massimizzare l’efficacia del lavoro e garantire un contenitore sicuro, ogni incontro segue una struttura metodologica precisa in tre fasi:
1. Fase Iniziale: L’Accoglienza
È il momento della condivisione di gruppo. Ogni partecipante ha lo spazio per esprimere liberamente i propri pensieri, le emozioni del momento o le tematiche che desidera esplorare. Questa fase è cruciale per “sintonizzare” il gruppo, creando un profondo senso di fiducia, coesione e assenza di giudizio.
2. Fase Centrale: L’Azione Terapeutica (La Messa in Scena)
È il cuore operativo del metodo. Attraverso le tecniche integrate di SCÈNE, si svolgono i lavori individuali all’interno del cerchio. I partecipanti affrontano le loro problematiche personali utilizzando il gruppo non solo come supporto, ma come un potente specchio e cassa di risonanza. È qui che avviene la magia della scena, dove la teoria si fa esperienza trasformativa.
3. Fase Finale: L’Integrazione
L’incontro si conclude con un’ultima condivisione. È uno spazio dedicato alla riflessione sulle esperienze vissute, all’elaborazione a caldo delle emozioni emerse e allo scambio di feedback. Questa fase permette a ogni partecipante di “radicare” le nuove consapevolezze prima di tornare alla propria quotidianità.
Il Gruppo come Microcosmo Sociale
Nel metodo SCÈNE, il gruppo non è un semplice spettatore, ma il principale strumento di cura. Funziona come un microcosmo sociale: ogni persona vi porta la propria storia, le proprie ferite e i propri schemi comportamentali. Questo ambiente protetto permette di ricevere feedback onesti e costruttivi, di specchiarsi e comprendersi attraverso le storie degli altri, e di sperimentare il calore di una comunità fondata sulla comprensione e sul sostegno reciproco.
Testimonianze