IPNOSI

Ipnosi Ericksoniana e Regressiva

 

L’ipnosi è un fenomeno psicologico la cui storia risale a quella della specie umana. Gli uomini primitivi la utilizzavano già nella pratica dei riti religiosi e medici per accrescere la fede nel misticismo e nella magia. Le peculiari caratteristiche di questa manifestazione psicologica l’hanno circondata di un’aura di soprannaturalità e di irrealtà. 

Quando è stata definita l’ipnosi? La storia scientifica dell’ipnosi ha inizio nel 1775 con Mesmer che coniando il termine “mesmerismo” la considerò come una forza di tipo cosmico definita come “magnetismo animale” efficace nella cura di certe tipologie di pazienti. Questa definizione di ipnosi sommata alla diffidenza delle persone per un fenomeno nuovo e difficilmente spiegabile diedero inizio alle superstizioni e alle paure che ancora oggi generano sospetto nel suo utilizzo da parte dei non addetti ai lavori. 

Seguirono poi, nel 1817, Elliotson e Esdaile che la utilizzarono come strumento terapeutico nella loro attività ospedaliera e privata e infine, nel 1841, Braid ne riconobbe la natura psicologica e lo ridefinì come “ipnotismo”. 

Pochi sanno che anche Freud insieme a Breuer iniziarono ad utilizzarla come strumento psicologico nella cura dei pazienti psichiatrici, ma ben presto ne abbandonarono l’utilizzo in quanto lo consideravano uno strumento diretto e immediato, piuttosto che una tecnica terapeutica. 

Oggi, con lo sviluppo della psicologia come scienza dell’uomo si è riusciti a considerare l’ipnosi come materia specifica di psichiatri e psicologi. Da ciò sono così partiti una serie di studi e di ricerche volti a cogliere al meglio la sua possibile utilizzazione in campo terapeutico. Ad esempio Luria nel 1932 e Huston nel 1934 hanno dimostrato il valore dello stato ipnotico nel riprodurre alcuni fenomeni di malattia mentale. Sono stati fatti, inoltre, molti studi approfonditi con raccolta di dati scientifici sull’efficacia di questo tipo di psicoterapia come gli studi di Sears nel 1932 che hanno dimostrato che è possibile ridurre i sintomi di conversione presenti nei disturbi mentali. 

Più recentemente con gli studi di Shih nel 2009 e quelli di Lazarus nel 2010 si riconferma l’efficacia di questo metodo terapeutico in relazione ad alcuni disturbi mentali. 

Grazie alle informazioni scientifiche oggettive, che vengono pubblicate oggi sulle attuali riviste specialistiche, come ad esempio la Rivista Italiana di Psicoterapia e Ipnosi e l’European Journal of Clinical Hypnosis, che al giorno d’oggi sono accessibili a tutti, i sentimenti di diffidenza e di paura legati ad un concetto errato di ipnosi stanno via via lasciando spazio all’apprezzamento dei suoi pregi scientifici e terapeutici. 

La percentuale di coloro che recepiscono l’ipnosi è altissima anche se le persone non sono motivate. L’ipnosi non altera la coscienza di sè, non ha nulla a che fare con il soprannaturale e, a differenza di ciò che alcuni possono pensare. 

Durante una seduta di ipnosi non è possibile fare nulla che sia in contrasto con la volontà e le convinzioni della persona o con la sua personalità. 

In che cosa consiste l’ipnosi? In realtà l’ipnosi è uno stato mentale naturale, insito nel nostro essere e nel nostro vivere, per cui la sperimentiamo molto spesso. Quello che la contraddistingue dagli altri stati mentali, per esempio il sonno o la veglia, è che con l’ipnosi si attiva una maggiore attenzione per gli stimoli interni al nostro essere, piuttosto che per quelli esterni. Infatti si possono raggiungere vari stati mentali contraddistinti da diversi livelli di profondità e di completezza nell’introspezione.

In ipnosi si può entrare in modo spontaneo o in modo indotto; infatti è uno stato mentale che fa parte della natura di ogni individuo e che viene utilizzato in modo adeguato dallo specialista nell’ambito di un rapporto terapeutico mirato. 

WhatsApp chat